Supplementary Lexicon of Ancient Greek

Diretto da Franco Montanari, Serena Perrone Università degli studi di Genova   unige



θύσκη -ης, ἡ

[θύος] sost. incensiere, piccolo incensiere PHeid. 336.31 (141-42p), PSB 13353.6 (I-IIp), ecc.: prob. distinto dal θυμιατήριον non solo per la piccola dimensione ma per la forma caratteristica, simile a un mortaio, cf. Cyr1. Ador. 68.712. || variante θυΐσκη.


Dizionari

GI3 Franco Montanari, GI – Vocabolario della lingua greca, III edizione
WB Friederich Preisigke, WB – Wörterbuch der griechischen Papyrusurkunden
LSJ Henry Liddell, Robert Scott, Henry Stuart Jones, LSJ – A Greek-English Lexicon

LBG    PGL   


Note

Oltre alle fonti citate nei lessici s.v. θυΐσκη, si segnalano ulteriori attestazioni su papiro. La variante non contratta θυΐσκη è la forma prevalentemente attestata nella tradizione del VT., di pochi altri brani di ambito letterario e nelle opere che poi citano i passi biblici, ma non è mai attestata con sicurezza nei papiri documentari, che presentano la forma θύσκη riportata anche da lessici medievali (Suid., L. EM. 458.53); v. anche s.v. θύσκιον. Il termine è attestato nei papiri documentari almeno dal IIp al VIp. Per discussione sulle varie attestazioni della parola e sulle caratteristiche dell’incensiere (e possibili differenze col θυμιατήριον) cf. R. Mascellari, Frammento con inventario e conti. Appendice: θύσκη e μαγίς (= PBastianini 17), pp. 115-119: oltre che in Cirillo la forma di piccolo mortaio è forse descritta in modo approssimativo anche in PCPR 8.66.8, θύσκε τετραγώνια ε (leg. θύσκαι τετραγώνιαι ε), “quadrangolari” forse con riferimento alle prese tipiche dei mortai. Il testo di Hsch. θ 964 Schmidt (cf. θ 963 Latte), θύσκα· κύρια è il risultato di una corruttela: il testo κυρια può essere ciò che rimane dell’inizio alterato di una glossa (es. κυρίως) o di un’informazione grammaticale ricopiata fuori posto (es. κυρία λέξις).

In LBG è registrata la variante θυΐσκος attestata in Zonara, Epit. Hist., vol. I p. 51.20 Dindorf, e Michele Psello, Or. For. 1.2030. Su questa forma, che compare come varia lectio in alcuni codici testimoni del testo dei LXX e in codici di Ios. AI. III.150 e che è anche registrata come θύκος nelle principali raccolte etimologiche medievali (L. EGen.L. EM., L. EGud.), cf. Mascellari, Frammento con inventario e conti. Appendice: θύσκη e μαγίς (= PBastianini 17), p. 117 e n. 14: si può sospettare che molte di queste attestazioni con la forma maschile – o forse tutte – più che da un reale antico uso linguistico possano dipendere in vari modi da un’unica serie di corruttele all’interno della tradizione manoscritta.


Roberto Mascellari | Creato: 19/11/2016 | Modificato: 11/07/2017